ECOPOEMS

OTHER
 

 

Fatal Abyss

 

 

 

Fatal abyss without limits,

dark and unknown seaside cliffs,

translucent, pale floating graves

of lifeless bodies, unknown migrants.

 

Plans and hopes like dead shells

shattered and empty on the sandy ocean floor.

 

Struggling, drowned mouths of sea

that still emerge for their last breath.

Desperate eyes burned by salt,

turned to this faraway shore,

to these dreamt beaches,

before descending,

slowly,

in the nothingness of blue,

infinite silence.

 

 

 

 

 

Tragici abissi

 

 

 

Tragici abissi senza confini,

bui ed ignoti dirupi marini,

diàfane, pallide tombe fluttuanti

d'esangui corpi d'ignoti migranti.

 

 

 

Progetti e speranze come morte conchiglie

spezzate e svuotate nel sabbioso fondale.

 

 

 

 

Annaspanti bocche annegate di mare

che affiorano ancora per l’estremo respiro.

Disperati occhi bruciati dal sale,

rivolti a questo lido lontano,

a queste spiagge tanto sognate,

prima di scendere,

piano,

nel nulla d’azzurro e d’infinito silenzio.

 


 

The Great Wind day will come

 

The Great Wind will come    

and will blow, furious,

 in the parched valleys,

and will descend, whirling,

 in the mosques and  houses   

and  will grind, deeply,

with sharp grains of sand,

 the long beards and the stern eyes.

 

The Great Wind will come   

and  will tear up,

twirling with anger,

the cloth lattice masks 

and  will free, fast,

the servile  and hidden eyes

from the dark and ancient cage.

 

 The Great Wind will come    

and will pull off

 the sad linen of black veils,

hissing crazy cries,

and will suck them

in   dark clouds of complaints.   

 

The Great Wind will come    

and will race in the skies, madly,

those deadly clouds,

darkening the arid deserts,

up to the mighty vortex of light

that swallows and remove

  the dark monsters of the minds.

 

Then, as an only lightning,   

millions  of  subdued and bent slaves eyes,

 will be raised to fix,  the stares

 of theirs archaic  and grim jailers.    

 

The Gentle Wind will come   

and  will flitter playfully again

among loose hair   

as  with the free girls once did,

in days gone by.  

 

The day of the liberty will come,   

and will lift the humiliated eyes,   

the day of the light will come   

and will disperse the dark thoughts.

 

 

 

 

Verrà il giorno del Grande Vento

 

Verrà il giorno del Grande Vento

e soffierà furioso nelle valli inaridite

e scenderà nelle moschee e nelle case

smerigliando con tagliente sabbia

le lunghe barbe e gli occhi dei tiranni. 

 

 

Verrà il Grande Vento

e farà a pezzi, sibilando di rabbia,

le azzurre grate di stoffa,

liberando dal buio dell’antica gabbia

gli occhi nascosti e servili delle donne.

 

 

 

Verrà il Grande Vento

e turbinerà i tristi veli neri

in cupi vortici di nembi

fra tuoni, gemiti e  lamenti.

 

 

 

Verrà il Grande Vento

e scatenerà scure nuvole furenti

oscurando metropoli e deserti

fino al vortice di luce 

che dissolve i mostri delle menti.

 

 

 

 

Allora,

 in  un unico lampo

i milioni di occhi delle schiave,

sottomessi e abbassati,

tutti, insieme,

si leveranno, limpidi e sicuri,

a fulminar con quella luce

gli sguardi freddi e duri

dei loro antichi carcerieri.

 

 

 

 

Verrà il giorno della libertà,

che solleverà gli sguardi umiliati,

verrà il giorno della luce

che scaccerà i barbari pensieri.

 

 
 

TV 2006 

 

10 casualties among the Shiites 

20 casualties among the Sunni.

Some sorrowful sentences 

here and there on our globe 

among noises of forks. 

   

Kamikazes in Israel 

tanks in Palestine 

some anxious faces  

here and there on our globe 

among refrains of mobile phones. 

   

Refugees without bread 

shipwrecked stowaways

some distressed sentences 

here and there on our globe 

among the ads of washing powders. 

   

Then, a cry 

 that makes the Earth tremble. 

In unison,  

from Vladivostock to Santiago; 

 billion people,  

together,  

with a universal cry  

with a peak of emotion! 

 

Yes, 

the penalty of the World Championship  

has been awarded! 

 

Amazed 

the Earth  

spins 

veiled with sorrow.

 

TV 2006

 

10 morti fra gli sciti

20 morti fra i sunniti.

Qualche frase addolorata

qua e là nel nostro globo

tra i rumori di forchette.

 

Kamikaze in Israele

carri armati in Palestina

qualche faccia un po’allarmata

qua e là nel nostro globo

fra  refrain di cellulari.

 

Rifugiati  senza pane

clandestini naufragati

qualche frase addolorata

qua e là nel nostro globo

fra gli spot dei detersivi.

 

Poi, un urlo,

 che  la terra fa tremare.

All’unisono,

da Vladivostock a Santiago;

 miliardi di persone,

tutte insieme,

in un picco di emozione,

tutte insieme

in un grido universale!

 

Sì,

 s’è deciso

il rigore del Mondiale!

 

Stupefatta

 la Terra

 ruota

velata di dolore.

 

   

Driving fast 

 

Driving fast along a long grey road 

following the white outline of the asphalt, 

driving  fast

notch after notch. 

 

Driving fast, in line, faster and faster 

within parallel straight lines

 leading to infinity, 

driving fast, staring     

notch after notch. 

 

Driving fast

towards the dark cloud on the horizon 

where cars disappear, 

driving fast swallowing  

notch after notch. 

 

Driving fast,

all together, in rumbling boxes, 

confined in secret loneliness, 

driving fast consuming 

notch after notch. 

 

Driving fast towards unattainable cities,   

driving fast towards pointless destinations, 

driving fast polluting  

notch after notch. 

 

Driving fast, following the outline of time, 

driving fast in the direction of destiny. 

 

Driving fast, fast…fast! 

 

Up to the taking-off without weight 

inside an unknown fog 

without limits, 

without notches, 

without directions. 

Correre

 

Correre lungo una lunga strada grigia

seguendo il bianco tratteggio dell’asfalto,

correre guidando

tacca dopo tacca.

 

Correre,  in fila, sempre più veloci

entro rette parallele che vanno all’infinito,

correre fissando 

tacca dopo tacca.

 

Correre verso la  nube scura all’orizzonte

dove spariscono le auto,

correre ingoiando

tacca dopo tacca.

 

Correre, tutti insieme, in scatole rombanti,

rinchiusi in solitudini segrete,

correre consumando

tacca dopo tacca.

 

 

Correre verso irraggiungibili città, 

correre verso inutili mete,

correre  inquinando

tacca dopo tacca.

 

Correre, seguendo il tratteggio del tempo,

correre nella direzione del destino.

 

 

 

Correre,  correre…correre!

 

 

Fino al decollo senza peso

dentro una  nebbia sconosciuta

senza limiti,

senza tacche,

senza direzioni.

 

   
   


Young black woman

 

Young black woman,

tall and proud,

of chiselled ebony,

you walk barefoot

on scorching sands

under the weight of a basket

overflowing with adorned silk garments.

 

Gentle black woman, young stranger.

you move among the crowds

who don’t deem you worthy of even a glance

as they speak into their phones

in an unknown tongue.

 

Your eyes searching,

frightened antelope,

for a suitable contact as you wander

among colourful beach chairs.

 

One child alone,

attracted and intrigued by your unusual face,

follows you for a bit, offering you a smile.

 

So You stop and gently caress

his thin hair, like blond waves of wheat,

and you think of the dark curls of your own child abroad.

And you feel, once more,

a woman among women:

a mother who goes to the well

with a basket on her head

and a child at her skirts.

translated by Matilde Colarossi

 

Una donna fra le donne

Giovane donna nera,

alta e fiera
in ebano scolpita,

che cammini sotto il sole,

a piedi nudi, alta e fiera,

sulla sabbia arroventata

sotto il peso d’una cesta

stracolma di vestiti di seta ricamata.

Gentile donna nera,

giovane straniera

che ti muovi fra la gente

-che non ti degna d’un’occhiata-

mentre parla al cellulare

una lingua sconosciuta.

Tu cerchi con lo sguardo,

antilope impaurita,

un utile contatto 

mentre vaghi fra gli sdrai di tela colorata.

 

Solo un bimbo,

attratto e incuriosito dall’insolito tuo viso,

ti segue per un tratto, offrendoti un sorriso.

 

Allora Tu, ti fermi, e accarezzi con dolcezza

quei capelli fini e biondi, ondulati come il grano,

mentre pensi ai ricci neri del tuo piccolo lontano.

 

E ti senti, nuovamente,

una donna fra le donne:

una mamma che va al pozzo

con la cesta sulla testa

ed un bimbo fra le gonne.

 
   

Giro, giro tondo

Inquiniamo il mondo

Facciamoci del male

Plastica nel mare

Plastica nei fiumi

Nel cielo solo fumi.


Giro, giro tondo

Inquiniamo il mondo

Spargiamo epidemie

per le strade e per le vie

E facciamoci una guerraT

Tutti sotto terra!

 

Giro giro tondo,

fermiamoci un secondo

a rifletter sulla Terra

e sull’effetto serra.

Diamo retta a Greta

e diamoci una meta

Giro giro tondo,

Salviamo il mondo

Prendiamoci per mano

Facciamo una catena

Una catena umana

Giro, giro tondo

Salviamo il mondo!

Giro, giro tondo.

Giro giro tondo...

 
 
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